Una misericordia che va oltre la giustizia

Foto di Charlie Wollborg su Unsplash
Foto di Charlie Wollborg su Unsplash

4 maggio 2026

Dal Vangelo secondo Giovanni - Gv 8,1-11 (Lezionario di Bose)

In quel tempo, 1Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. 2Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro. 3Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e 4gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. 5Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». 6Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo. Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. 7Tuttavia, poiché insistevano nell'interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». 8E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. 9Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani. Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. 10Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». 11Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch'io ti condanno; va' e d'ora in poi non peccare più».


La fila dei benpensanti giusti e irreprensibili ai loro stessi occhi non finisce mai, difficile è vederne la fine anche perché sempre altri adepti e adepte si aggiungono ogni giorno.

Tra loro gli “ultra-religiosi”, che ritengono di conoscere più di Dio stesso il suo pensiero, ne costituiscono la parte maggiore.

Gesù si ferma, si china, sta in silenzio, scrive con il dito sulla terra.

Con chi ha il cuore indurito le parole rischiano di essere vane poiché non c’è alcun orecchio peggiore di chi non vuole sentire. Il cuore, come gli orecchi degli astanti, come i miei, non sono circoncisi e nulla possono: sono organi morti.

Ben altro è chiesto e quel ben altro messaggio giunge ai presenti attraverso la domanda di Gesù che non chiede risposta: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei» (Gv 8,7).

A volte mi pare che questa consapevolezza umana minima che affiora nelle menti dei presenti e li porta a far cadere le pietre dalle loro mani, ci abbia abbandonato, bruciata e arsa da una sete di potere e giustizialismo immenso.

I “potenti rovesciati dai troni” da Dio narrati attraverso i profeti e cantati da Maria nel Magnificat, ora stanno tentando di rovesciare Dio dal trono, si affannano cercando con lunghe leve, in questo caso anche armate, di ribaltare la casa di Dio. Fanno forza su un fulcro: ritenere di aver ricevuto un mandato di natura pressoché divina. Vogliono cacciare Dio misericordioso e tre volte santo fuori dal mondo perché la sua parola è di ostacolo al trionfo del loro dio-odio.

Gesù qui si ferma, sosta, non fa alcun proclama né si mette a indagare sulla natura e modalità del peccato di cui è accusata la donna.

Rifiuta e rigetta la pornografia delle domande moralistiche, Gesù guarda al cuore, là dove ogni essere può riconoscere il bene e il male, giustizia e ingiustizia a patto che ci sia la disponibilità a lasciare spazio all’umanità verso la quale Dio ci conduce.

Dove non c’è più umanità non c’è più spazio neppure per Dio, là tutto è occupato dal divisore e dalle sue schiere armate.

“Gesù va oltre, oltrepassa la legge.Non dice alla donna: ‘Non è peccato l’adulterio!’. No, non lo dice! Ma non condanna con la legge. Questo è il mistero della misericordia di Gesù.

Ma, la misericordia cancella i peccati? No! Ciò che cancella i peccati è il perdono di Dio!’. La misericordia è la modalità, il modo in cui Dio perdona. Perché Gesù avrebbe potuto dire: “Io ti perdono. Vai”. Invece dice: “Vai in pace!”. Gesù va oltre e le consiglia di non peccare più.

Qui si vede l’atteggiamento misericordioso di Gesù: difende il peccatore dai suoi nemici; difende il peccatore da una condanna giusta. … Lui perdona, va oltre. Come? Con questa misericordia!

Noi guardiamo il cielo, tante stelle; ma quando viene il sole, al mattino, con tanta luce, le stelle non si vedono più. E così è la misericordia di Dio: una grande luce di amore, di tenerezza. Dio perdona non con un decreto, ma con una carezza, carezzando le nostre ferite del peccato. Perché Lui è coinvolto nel perdono, è coinvolto nella nostra salvezza. E così Gesù fa il confessore: non la umilia, non le dice ‘Cosa hai fatto, dimmi! E quando lo ha fatto? E come lo hai fatto? E con chi lo hai fatto?’. No! ‘Va’, va’ e d’ora in poi non peccare più!’. È grande la misericordia di Dio, è grande la misericordia di Gesù. Perdonarci, carezzandoci!” (papa Francesco)

fratel Michele


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