Sotto lo sguardo del Signore

Foto di Steve A Johnson su Unsplash
Foto di Steve A Johnson su Unsplash

28 maggio 2026

Dal Vangelo secondo Luca - Lc 14,7-14 (Lezionario di Bose)

In quel tempo, Gesù 7diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: 8«Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, 9e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: «Cedigli il posto!». Allora dovrai con vergogna occupare l'ultimo posto. 10Invece, quando sei invitato, va' a metterti all'ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: «Amico, vieni più avanti!». Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. 11Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».
12Disse poi a colui che l'aveva invitato: «Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch'essi e tu abbia il contraccambio. 13Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; 14e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».


Gesù è invitato a pranzo da di uno dei capi dei farisei, ce lo dice Luca all’inizio del capitolo 14. A questo pranzo Gesù è sotto gli occhi dei suoi commensali, infatti Luca sottolinea che gli altri commensali lo osservano. Stanno a vedere come si comporta e giudicano le sue azioni.

Allo stesso modo Gesù, nel brano che la liturgia ci offre oggi, sta a osservare i suoi commensali e parte dal loro comportamento per trarne un insegnamento. 

Gli invitati si affrettano a cercare i posti più prestigiosi, quelli più vicini a chi li ha invitati. Anche in questo caso c’è un gioco di sguardi: lo sguardo che abbiamo su noi stessi e quello che il Signore ha su di noi. Gli invitati cercano il posto che il loro sguardo gli propone. Guardando a se stessi, pensano di essere meritevoli dei primi posti. Chi se non loro? 

Allo stesso tempo non c’è solo il loro sguardo, ma anche quello degli altri: occupare i primi posti vuol dire essere riconosciuti dagli altri come superiori e meritevoli, essere riconosciuti come persone al di sopra degli altri.

Gesù ci ricorda che lo sguardo del Signore su di noi è diverso. Il Signore ci invita al suo banchetto di nozze, e già questo dovrebbe essere grande motivo di gioia per ognuno di noi, ma il posto che ci viene riservato non siamo noi a sceglierlo e i criteri di scelta non sono i nostri: “Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie - oracolo del Signore. Quanto il cielo sovrasta la terra, tanto le mie vie sovrastano le vostre vie, i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri” (Is 55,8-9). 

Il Signore sorvola molte delle variabili che noi utilizziamo per sentirci superiori e meritevoli e guarda ad altro, a quello che realmente alberga nel nostro cuore e a quello che dal nostro cuore ci fa agire verso noi stessi, verso Dio e verso gli altri.

Gesù stesso ci racconta cosa guarda davvero nell’assegnarci un posto e riprende la metafora del banchetto. Ci dice di invitare poveri, storpi, zoppi, ciechi per essere beati. Ci dice di invitare quelli che non inviteremmo. 

Il primo motivo è quello del contraccambio: queste persone non garantiscono un riconoscimento sociale e tantomeno un contraccambio o dei favori in risposta al nostro invito. Il secondo motivo è più sottile: invitare poveri, storpi, zoppi corre il rischio di nuovo di sentirci superiori, di entrare nell’ottica di fare dell’assistenza, di essere coloro che dall’alto delle loro possibilità possono permettersi di aiutare gli altri. Questo ovviamente funziona se qualcuno viene a sapere che facciamo della beneficenza. Riecheggiano le parole di Gesù: “Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli. Quando dunque fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Quando invece tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.” (Mt 6,1-4) 

Una possibile sfida che Gesù ci lascia nell’invitare poveri, storpi, zoppi è quella di uscire dall’ottica assistenziale e entrare in quella della condivisione della stesso umanità di queste persone e quindi della stessa dignità senza distinzione tra chi offre il pasto e chi lo riceve. Possiamo trarre molto insegnamento stando accanto a chi soffre, forse non miglioreremo la sua condizione, ma diverremo più umani e capaci di condividere la nostra umanità. Ecco cos’è che il Signore guarda nello sceglierci ai primi posti.

fratel Elia


Il vangelo del giorno è un servizio gratuito. Se vuoi, puoi contribuire alle spese tecniche del sito.