Beati…

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1 febbraio 2026
IV Domenica del tempo ordinario
Matteo 5,1-12a (Sof 2,3;3,12-13– 1Cor 1,26-31)
di sorella Ilaria

“Beati… beati… beati…” questa “litania” di beati che Gesù pronuncia vedendo le folle rischia di risuonare nelle nostre orecchie ma non nei nostri cuori ormai abituati, assuefatti, dal loro suono. Eppure le beatitudini mantengono la loro portata provocatoria, paradossale e consolatoria allo stesso tempo.

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Gesù, Luce vera venuta nel mondo

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25 gennaio 2026
III Domenica del tempo ordinario
M
atteo 4,12-23 (Is 8,23b-9,3– 1Cor 1,10-13.17)

di sorella Ilaria

Gesù passa, vede, chiama, e la risposta deve essere istantanea, senza lasciare spazio alle esitazioni, ai “ma, però, aspetta…” forse perché quando si vede una fonte di luce nelle tenebre non si può che seguirla.

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Gesù, l’agnello e il servo

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18 gennaio 2026
II Domenica del tempo ordinario
Giovanni 1,29-34
(Is 49,3.5-6 – 1Cor 1,1-3)

di sorella Ilaria

Giovanni arriva a riconoscere Gesù come Figlio di Dio, come Agnello che toglie il peccato del mondo, grazie alla sua obbedienza alla vocazione ricevuta dal Signore che lo chiama a essere profeta e battezzatore, e grazie anche alla sua capacità di discernere l’agire dello Spirito nella vita dell’altro, nella vita di Gesù.

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Il compimento di ciò che è giusto

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11 gennaio 2026
Battesimo di N.S. Gesù Cristo
Matteo 3,13-17 (Is 42,1-4.6-7
– At 10,34-38)
di fratel Guido

Proprio in questo sta l’inizio del compimento di ciò che è giusto: Gesù è venuto per stare lì, in mezzo ai peccatori, per immergersi con loro e poi chiamarli fuori dall’acqua intorbidata dai peccati e condurli alla sua sequela verso il regno che viene, che è alle porte, vicinissimo. Giovanni allora lascia fare, tace, non si oppone più, diminuisce: ha capito che il tempo, e non solo il suo, è compiuto e il regno di Dio si è avvicinato.

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La cosa più cara

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4 gennaio 2026

II domenica dopo Natale
Giovanni 1,1-18 (Sir 24,1-4.12-16 – Ef 1,3-6.15-18)
di fratel Guido Dotti

Il mistero della Parola fattasi carne contiene un interrogativo rivolto a ciascuno di noi su quali sono le nostre “cose più care” ed è un pressante invito a custodire tra le cose più care l’umanità di Dio rivelata nel figlio di Maria, a considerare la dignità irriducibile di ogni essere umano come la cosa più cara che ci è data ogni giorno di incontrare, e a riscoprire la nostra propria umanità come la cosa più cara che ci è stata affidata e di cui ci sarà chiesto conto.

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