Natale, gioia profonda e semplice, speranza per tutti

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Caro amico, cara amica,

l’evento che i cristiani celebrano a Natale non è un’“apparizione” di Dio tra gli umani, ma la nascita di un bambino che soltanto Dio poteva dare all’umanità, un “nato da donna” che veniva da Dio e di lui era racconto e spiegazione (cf. Gv 1,18). La nascita di colui che è il Signore non va presa in senso metaforico, ma in tutto il suo senso reale, che il vangelo mette in evidenza quale “segno”. Per ben tre volte, infatti, Luca ripete l’immagine da guardare senza distrazioni: “un bambino avvolto in fasce che giace in una mangiatoia” (Lc 2,7.12.16)! Certo, ci sono anche la luce che avvolge i pastori, la gloria divina che incute timore, il coro degli angeli che canta la pace per l’umanità amata da Dio: ma questa è solo la cornice che pone in risalto il quadro e cerca di svelarne il senso.

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