In questa rubrica giornaliera vi proponiamo la meditazione del Vangelo del giorno preparata da un fratello o una sorella di Bose. Il nostro desiderio è di spezzare il pane quotidiano della parola di Dio, condividendo la lectio divina fatta nella solitudine della cella monastica. Per tutti il fine è quello indicato da Ignazio d’Antiochia, “rifugiarmi nel Vangelo come nella carne di Gesù” (Lettera ai Filadelfiesi).
Le pericopi del vangelo seguono il lezionario proprio del nostro monastero.
Una strana accoglienza
2 settembre 2026
Gesù entra in casa di un certo Simone, uno sconosciuto che solo più tardi diventerà uno dei suoi più grandi amici. La relazione tra i due inizia proprio ora, con una strana accoglienza. Gesù infatti entra in casa di Simone, invitato, possiamo immaginare, ma al posto di un banchetto di benvenuto gli viene servita una suocera malata.
Sei venuto a rovinarci?
1 settembre 2026
Gesù è un uomo libero e risoluto, che esce ed entra, passa da un villaggio all’altro come il vento che ristora e rende il cielo più nitido, frequenta la gente comune e i suoi luoghi di raduno. E nel luogo abituale della preghiera comunitaria, nella sinagoga di Cafarnao, in giorno di sabato, insegna con autorità, in greco exousía, un termine filosoficamente rilevante perché contiene il vocabolo ousía che significa “sostanza”, “ciò che sta sotto”.
Gesù, buona notizia ai poveri
31 agosto 2026
Luca legge Gesù come Messia nato da Spirito (Lc 1,35), Spirito disceso su di lui al tempo del battesimo (Lc 3,22), Spirito che lo conduce nel deserto e lo accompagna nelle prove (Lc 4,1), Spirito che lo fa ritornare in Galilea (Lc 4,14) ove “la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode” (Lc 4,14-15).
Ascoltate oggi la sua voce!
29 agosto 2026
La vicenda narrata in questo brano inizia a partire da una parola scomoda, simile a quella che ci sarà capitato di sentire almeno una volta nelle nostre vite: “Non ti è lecito…” (v. 18). Giovanni ricorda non solo ad Erode ma a tutti (cf. Lc 3,7-14) che essere uomini e donne significa riconoscersi creature limitate, soggette allo scacco e sostanzialmente impotenti. Un messaggio particolarmente indigesto per chi, come Erode, aveva a disposizione cortigiani pronti ad adularlo, ma che forse è antipatico anche per noi, soggetti come siamo al canto delle molte sirene che ci promettono orizzonti in cui ottenere tutto e subito.
“Io ho scelto voi”
28 agosto 2026
La memoria di Agostino di Ippona ci fa rileggere un brano dei discorsi di Gesù riferiti dal Vangelo secondo Giovanni nel contesto dell’ultima cena. Il parlare di Gesù qui si fa denso ed essenziale, il tono è quello intimo di un discorso testamentario. Ultime parole, consegna di una vita.
Parola folle e parola vana
27 agosto 2026
«Forse non abbiamo mai avuto altra scelta che tra una parola folle e una parola vana» (Ch. Bobin).E folle sembra la parola del Gesù incamminato verso Gerusalemme, la città che uccide i profeti e lapida quelli che sono stati mandati a lei (cf. Mt 23,37), folle della follia dell’annuncio del «Cristo crocifisso: scandalo per i Giudei e stoltezza per i pagani» (1Cor 1,23); folle di quella «stoltezza di Dio che è più sapiente degli uomini», e di quella debolezza mortale del Figlio di Dio, che si rivelerà più forte degli uomini (cf. 1Cor 1,25).
Guardare oltre l’orizzonte
26 agosto 2026
Oggi Gesù porta un messaggio dirompente per la nostra quotidianità, offrendo uno scorcio di cosa potrebbe avvenire se abbandonassimo la logica che sembra essere alla base di ogni relazione: la logica del merito (uno dei principi educativi della società attuale!), della proporzionalità tra la nostra prestazione e il compenso. Su questo è fondata la nostra idea di giustizia. E noi, di fronte a ciò che viene descritto non possiamo trattenere un: non è giusto.
Come un cammello nella cruna di un ago
25 agosto 2026
Il brano di oggi prende l’avvio dai versetti precedenti a quelli che leggiamo assieme oggi. Gesù ha avuto un colloquio con un uomo che sembra essere sulla buona strada per essere suo discepolo, ma viene preso in contropiede dall’ultima richiesta sulla sequela: lasciare ai poveri quello che possiede. Di fronte a questa richiesta l’interlocutore se ne va afflitto, senza ribattere: pur avendo ben risposto a tutte le questioni sui comandamenti, alla domanda ultima, quella che punge sul vivo della sua carne, l’uomo non riesce a fare il passo verso il Signore, ma torna indietro.
Un uomo senza falsità
24 agosto 2026
Nella comunione dei santi facciamo oggi memoria dell’apostolo Natanaele (nei sinottici chiamato invece Bartolomeo), dell’incontro tra Gesù e questo “israelita in cui non c’è falsità”.
Natanaele è una persona in ricerca, che si dedica alla meditazione delle Scritture: questo significa “stare sotto l’albero di fichi” nel linguaggio rabbinico. Espressione che è anche preannuncio del tempo messianico, come è detto nei profeti, per esempio, Michea e Zaccaria: “Siederanno ognuno tranquillo sotto la vite e sotto il fico e più nessuno li spaventerà” (Mi. 4,4; Zc. 3,10)
Chi disturba chi
22 agosto 2026
I bambini vengono portati da Gesù, dall’uomo di Dio, dal santo, forse per essere fatti partecipi, in qualche modo, della sua relazione con Dio, forse solo per un contatto scaramantico e di buona fortuna! C’è subito un contrasto tra il modo di sentire dei discepoli e quello di Gesù: il Signore non si sente mai disturbato quando si va a lui!
Noi, duri di cuore?
21 agosto 2026
Strano testo l’evangelo odierno, tanto strano che Luca, rileggendo gli evangeli secondo Marco e Matteo, ha preferito ignorare questo episodio, conservandone solo la dichiarazione secondo la quale chi ripudia la moglie e ne sposa un’altra commette adulterio (cf. Lc 16,18).
Rimanere nel suo amore
20 agosto 2026
Nel giorno in cui la chiesa fa memoria di Bernardo, monaco del XII secolo che Dante ha scelto come guida nel viaggio immaginario della Commedia (cf. Paradiso XXXI), il passo del vangelo secondo Giovanni ci restituisce la trama di un dialogo profondo di Gesù con i discepoli, proprio mentre si avvicina il tempo della sua morte e resurrezione. Gesù consegna ai discepoli di ieri e ai credenti di oggi una possibilità e una promessa : rimanere nel suo amore, osservando i comandamenti.
Guadagnare il fratello
19 agosto 2026
Queste parole di Gesù sono illuminate da tutto il contesto: il brano precedente narra l’amore del Padre per ciascuna delle sue pecore e la sua ricerca di ogni pecora smarrita, così come i brani che seguono vertono sulla necessità del perdono fraterno illimitato. Questa ricerca del Padre di ciascuno dei “piccoli” perché non si perda e l’accoglienza nei confronti del fratello a qualsiasi condizione, qualunque sia il debito che può avere verso di noi, illuminano questo nostro brano e sono espresse qui dall’esortazione di Gesù a fare in modo di “guadagnare il fratello”.
Come pecore perdute
18 agosto 2026
Anche in questo brano Gesù ci stupisce sulla gestione degli affari. Qualche capitolo precedente ci parlava di un seminatore che usciva e spargeva il seme quasi a caso, senza valutare la fertilità del terreno e dunque sprecando molto seme. Oggi abbandona il gregge per andare a cercare una pecora smarrita.