Giugno 2025

Il Lezionario feriale di Bose prevede la lettura dell’intero Nuovo Testamento in un ciclo annuale e la lettura dell’Antico Testamento su un ciclo triennale.

Il Lezionario festivo di Bose segue il Lezionario romano festivo nei brani dell’evangelo e dell’Antico Testamento, introducendo solo di quest’ultimo alcune varianti (riportate in corsivo). Rispetto al Lezionario romano festivo propone la lettura dell’Apostolo legata tematicamente al brano evangelico.

Il Lezionario per le celebrazione dei santi è in larga parte proprio.

In grassetto le letture per l'eucaristia della domenica e quelle per le memorie liturgiche dei santi, in corsivo le letture per le celebrazioni eucaristiche proprie del lezionario di Bose.

1 domenica Ascensione At 1,1-11 Lc 24,46-53 Eb 9,24-28; 10,19-23
2 lunedì   Is 32,15-20 Gv 15,12-25 1Cor 12,1-11
3 martedì   Is 44,1-8 Gv 15,26-16,15 1Cor 12,12-27
4 mercoledì   Nm 11,24-29 Gv 16,16-23a Ef 4,1-16
5 giovedì   Gl 3,1-5 Gv 16,23b-33 Rm 12,1-10
6 venerdì   Ez 36,22-29 Gv 17,1-11a Rm 8,19-27
7 sabato   Ez 39,21-29 Gv 17,11b-26 vig. At 1,12-26
8 domenica Pentecoste At 2,1-11 Gv 14,15-17. 23b-26 Rm 8,8-17
9 lunedì S. Efrem il Siro, S. Isacco di Ninive
e tutti i padri della chiesa siriaca, ms
Sap 1,1-15 Mt 6,5-8 Rm 8,26-39
10 martedì   Sap 1,16-2,11 Mt 6,9-15 Ef 5,15-20
11 mercoledì   Sap 2,12-20 Mt 18,19-20 Ef 6,13-18
12 giovedì   Sap 6,12-25 Mc 11,22-25 Fil 4,6-9
13 venerdì   Sap 7,1-15 Lc 11,5-13 1Tm 2,1-8
14 sabato   Sap 7,22-8,1 Gv 14,12-14 Gc 5,13-20
15 domenica Santa Trinità Pr 8,22-31 Gv 16,12-15 Rm 5,1-5
16 lunedì   Sap 9,1-18 Lc 6,46-49 Rm 15,1-6
17 martedì   Sap 10,5-14 Lc 8,4-15 2Tm 3,14-17
18 mercoledì   Sap 10,15-21 Lc 8,19-21 Eb 4,12-13
19 giovedì S. Romualdo monaco, m 2Cor 4,16-5,10
Sap 11,21-12,2
Lc 10,21-24
Lc 10,38-42
Gc 1,19-25
20 venerdì   Sap 13,1-9 Gv 12,47-50 2Pt 1,16-21
21 sabato   Sap 15,1-13 Gv 14,23-26 Ap 5,1-10
22 domenica S. Sacramento del corpo
e del sangue di Cristo
Gen 14,18-20 Lc 9,11b-17 1Cor 11,23-26
23 lunedì   Es 1,1-12 Mt 3,1-12 At 18,12-23
vig. 1Pt 1,8-12
24 martedì Natività di S. Giovanni il Battista
profeta, s
Ml 3,19.22-24 Lc 1,57-66.80 At 13,22-26
25 mercoledì   Es 2,1-10 Mt 4,1-11 At 19,8-22
26 giovedì   Es 2,11-22 Mt 4,12-16 At 19,23-40
27 venerdì   Es 2,23-3,6 Mt 8,1-4 At 20,1-16
28 sabato S. Ireneo di Lione
pastore e martire, ms
Es 3,7-14 Mt 8,5-17 At 20,17-38
vig. 1Cor 15,1-11
29 domenica S. Pietro e S. Paolo apostoli, s At 12,1-11 Mt 16,13-19 2Tm 4,6-18
30 lunedì Collegio apostolico, f Ef 4,1-13
Es 3,15-22
Mc 3,13-19
Mt 8,18-22
Rm 10,12-18
At 21,1-14

Agosto 2025

Il Lezionario feriale di Bose prevede la lettura dell’intero Nuovo Testamento in un ciclo annuale e la lettura dell’Antico Testamento su un ciclo triennale.

Il Lezionario festivo di Bose segue il Lezionario romano festivo nei brani dell’evangelo e dell’Antico Testamento, introducendo solo di quest’ultimo alcune varianti (riportate in corsivo). Rispetto al Lezionario romano festivo propone la lettura dell’Apostolo legata tematicamente al brano evangelico.

Il Lezionario per le celebrazione dei santi è in larga parte proprio.

In grassetto le letture per l'eucaristia della domenica e quelle per le memorie liturgiche dei santi, in corsivo le letture per le celebrazioni eucaristiche proprie del lezionario di Bose.

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1

venerdì

S. Eusebio di Vercelli vescovo, f

 

2Tm 4,1-8
Es 23,10-22

Mt 5,11-16
Mt 13,54-58

1Gv 2,15-25
Gal 6,1-10

2

sabato

 

 

Es 24,3-18

Mt 14,1-12

Gal 6,11-18

3

domenica

XVIII domenica nell’anno

 

Qo 1,2; 2,21-23

Lc 12,13-21

Gc 5,1-6

4

lunedì

 

 

Es 32,1-14

Mt 14,13-21

1Cor 1,1-9

5

martedì

 

 

Es 32,15-26

Mt 14,22-36

1Cor 1,10-16

 

 

 

vigilia

 

 

2Cor 3,7-18

6

mercoledì

Trasfigurazione
del Signore

notte

Dn 7,9-10.13-14

Lc 9,28-36

2Pt 1,16-19

 

 

 

sera

 

 

2Pt 1,16-19

7

giovedì

 

 

Es 33,7-17

Mt 15,10-20

1Cor 2,1-16

8

venerdì

S. Domenico di Guzman
testimone, ms

 

Es 33,18-34,9

Mt 15,21-28

1Cor 3,1-9

9

sabato

 

 

Es 34,20-35

Mt 15,29-39

1Cor 3,10-20

10

domenica

XIX domenica nell'anno

 

Sap 18,6-9

Lc 12,32-48

At 20,24-32

11

lunedì

S. Chiara di Assisi monaca, f

 

1Cor 7,25-35
2Re 2,14-22

Lc 14,25-35
Mt 16,1-12

Fil 3,20-4,1
1Cor 3,21-4,13

12

martedì

 

 

2Re 4,1-7

Mt 16,13-23

1Cor 4,14-21

13

mercoledì

 

 

2Re 4,8-17

Mt 16,24-28

1Cor 5,1-13

14

giovedì

 

 

2Re 4,18-37

Mt 17,1-13

1Cor 6,1-11

 

 

 

vigilia

 

 

1Cor 15,20-26

15

venerdì

Transito della b.V. Maria

 

Ap 11,19-12,6

Lc 1,46-55

1Cor 15,54-57

16

sabato

 

 

2Re 5,1-14

Mt 17,22-27

1Cor 7,1-9

17

domenica

XX domenica nell'anno

 

Ger 38,4-6.8-10

Lc 12,49-57

1Pt 4,12-19

18

lunedì

 

 

2Re 5,15-27

Mt 18,1-10

1Cor 7,10-17

19

martedì

 

 

2Re 8,1-6

Mt 18,12-14

1Cor 7,18-28

20

mercoledì

S. Bernardo di Clairvaux
monaco, m

 

1Gv 4,15-21
2Re 13,14-21

Gv 14,15-21
Mt 18,15-20

1Cor 7,29-40

21

giovedì

 

 

2Cr 29,1-11

Mt 18,21-35

1Cor 8,1-13

22

venerdì

 

 

2Cr 29,18-31a

Mt 19,1-12

1Cor 9,1-15

23

sabato

 

 

2Cr 30,1-14

Mt 19,13-15

1Cor 9,16-27

24

domenica

XXI domenica nell'anno

 

Is 66,18b-21

Lc 13,22-30

Ef 2,11-22

25

lunedì

 

 

2Cr 30,15-27

Mt 19,16-22

1Cor 10,1-13

26

martedì

 

 

2Cr 31,1-11

Mt 19,23-30

1Cor 10,14-22

27

mercoledì

 

 

2Cr 32,1-15

Mt 20,1-16

1Cor 10,23-33

28

giovedì

S. Agostino
padre della chiesa e pastore, m

 

1Gv 4,7-16
2Cr 32,16-29

Gv 15,9-17
Mt 20,17-23

1Cor 11,16-34

29

venerdì

Martirio di S. Giovanni Battista
profeta, f

 

Ger 1,17-19
2Cr 34,1-2.8-21

Mc 6,17-29
Mt 20,24-28

At 19,1-7
1Cor 12,1-12

30

sabato

 

 

2Cr 34,22-33

Mt 20,29-34

1Cor 12,13-30

31

domenica

XXII domenica nell'anno

 

Sir 3,17-20.28-29

Lc 14,1.7-14

Ef 2,4-10

10 gennaio

Gregorio di Nissa (335-395 ca)
padre della chiesa e pastore

Gregorio, nato in Cappadocia attorno al 335, dopo gli studi di retorica e alcuni anni di vita matrimoniale, alla morte della moglie entrò nel monastero sul fiume Iris, fondato dal fratello Basilio. Poco stimato dagli altri due celebri Cappadoci a motivo del suo amore per la retorica e delle sue scarse capacità diplomatiche, egli fu tuttavia eletto per volere di Basilio vescovo di Nissa nel 372, per fronteggiare la crescente ostilità degli ariani. Confermando in un primo tempo i dubbi del fratello a suo riguardo, Gregorio fu deposto e subì l'esilio, perché accusato di aver male amministrato i beni della chiesa affidata alle sue cure pastorali.
Alla morte di Basilio, tuttavia, toccò a lui elaborare teologicamente la fede della grande chiesa. Gregorio divenne così uno dei massimi teologi dell'antichità, sicuramente il più speculativo tra i padri greci del IV secolo, e mostrò grande coraggio e abilità nell'allargare il fronte dei sostenitori del Credo di Nicea e nel contribuire al ristabilimento della pace nella chiesa. La sua sistematizzazione teologica costituisce la base su cui si svilupperanno sia la dottrina ascetica sia la riflessione mistica dell'oriente cristiano.
Gregorio morì probabilmente nel 395, ormai ritenuto assieme a Basilio e al Nazianzeno una colonna dell'ortodossia.


TRACCE DI LETTURA

La conoscenza di ciò che per natura è bello ne implica il desiderio, e se questa bellezza, come accade per quella di Dio, non ha limiti, essa genera in chi vuole esserne partecipe un desiderio senza fine e che non conosce sosta alcuna. L'anima, alleggerita dal peso delle passioni, sale con volo leggero e rapido verso le cime più alte, ad altezze sempre maggiori, purché nulla intervenga ad arrestare la sua corsa, in forza dell'attrazione che il bene esercita su coloro che lo seguono. Sospinta dal desiderio del cielo, essa si protende fuori da se stessa, come ricorda l'Apostolo (cf. Fil 3,13), sollevandosi verso regioni sempre più eccelse. Riconosciamo perciò che come il grande Mosè, chi cresce sempre di più nell'esperienza spirituale, sale di gradino in gradino senza sostare, poiché trova sempre un altro gradino dopo quello che ha lasciato dietro di sé.
(
Gregorio di Nissa, La vita di Mosè 2,224-227.231)


PREGHIERA

Signore Dio,
tu hai donato alla tua chiesa
Gregorio di Nissa
che ha saputo discernere mirabilmente la verità
e manifestarla ai fratelli:
rinnova questa grazia nella chiesa di oggi,
perché essa ti renda testimonianza
con vigore e sapienza.
Per Cristo nostro unico Signore.


LETTURE BIBLICHE:
Ez 34,11-16; Gv 10,9-16; Eb 3,1-6


LE CHIESE RICORDANO...

ANGLICANI:
William Laud (+ 1645), arcivescovo di Canterbury

CATTOLICI D'OCCIDENTE:
Gregorio di Nissa, vescovo (calendario monastico)

COPTI ED ETIOPICI (1 ṭūbah/ṭerr):
Stefano, capo dei diaconi e primo martire

LUTERANI:
Carpo e Papilo (+ 251), martiri in Asia Minore

MARONITI:
Gregorio di Nissa, vescovo
Francesco di Sales (+ 1622), vescovo

ORTODOSSI E GRECO-CATTOLICI:
Gregorio, vescovo di Nissa
Marciano (+ ca 471), presbitero ed economo della grande Chiesa
Domiziano (+ ca 602), vescovo di Melitene
Antipa di Calapodesti (+ 1882), ieromonaco (Chiesa romena)

2 gennaio

Basilio di Cesarea (ca 330-379)
padre della chiesa, monaco e pastore

Basilio nacque a Cesarea di Cappadocia verso il 330, da una famiglia di profonda tradizione cristiana. Studiò a Cesarea, Costantinopoli e Atene, dove incontrò poeti e filosofi, storici e retori.
Tornato nella propria città nel 355, egli intraprese un lungo viaggio che gli permise di conoscere la vita monastica in Siria, Palestina, Egitto e Mesopotamia.
Ricevuto il battesimo, Basilio si sentì chiamato a un radicalismo evangelico che emergerà in ogni pagina dei suoi scritti. Ritiratosi nella solitudine di Annesi, dove fu raggiunto poco dopo da Gregorio di Nazianzo, egli visse un tempo di preghiera, di lavoro manuale, di studio della Scrittura e delle opere di Origene.
Uomo istruito da Dio attraverso la via maestra delle Scritture, Basilio radunò attorno a sé un numero sempre maggiore di compagni animati dal suo stesso e unico desiderio: adempiere il comandamento nuovo dell'amore.
Divenuto vescovo di Cesarea nel 370, egli spese tutte le sue forze per porsi al servizio della Parola di Dio, opponendosi a tutti coloro che ne offrivano interpretazioni riduttive, e promuovendo l'esercizio della carità, soprattutto nei confronti dei deboli e dei poveri.
Nelle chiese bizantine, egli è ricordato in particolare per la Divina liturgia che va sotto il suo nome, impiegata in occasione delle feste principali, e per le sue indicazioni fondamentali sulla vita monastica: il suo Asceticon, infatti, è alla base di tutte le regole e le riforme della vita cenobitica in oriente, ed è conosciuto e stimato in occidente grazie alla traduzione latina di Rufino di Aquileia cui potè attingere per scrivere la propria regola.
Basilio morì il 1° gennaio del 379, alle soglie del Concilio di Costantinopoli, che aveva sapientemente contribuito a preparare servendo l'unità e la comunione nella chiesa e tra le chiese, e contribuendo in modo decisivo assieme agli altri grandi padri della Cappadocia all'elaborazione della teologia ortodossa sullo Spirito santo e sulla Trinità, che è alla base del simbolo di fede comune a tutte le chiese cristiane.


TRACCE DI LETTURA

In che cosa, chi vive solo, darà prova di umiltà, se non ha nessuno di cui mostrarsi più umile? In che cosa darà prova di misericordia, se è separato dalla comunione con altri? E come potrà esercitarsi nella pazienza, se non c'è nessuno che si oppone alle sue volontà?
Se uno poi dicesse che basta apprendere la Scrittura per correggere i costumi, farebbe esattamente come uno che impara il mestiere del falegname e non fabbrica mai niente, come uno cui viene insegnato il mestiere del fabbro e non vuole mettere in pratica gli insegnamenti ricevuti.
Il Signore, nel suo immenso amore per gli uomini, non si è accontentato di un insegnamento fatto soltanto di parole, ma volendo donarci in modo preciso e chiaro l'esempio dell'umiltà nella perfezione dell'amore, si cinse i fianchi e lavò i piedi dei discepoli. Chi dunque laverai? Di chi ti prenderai cura? Di chi ti farai ultimo, tu che vivi solo con te stesso? Come si potrà realizzare, nella vita solitaria, la bellezza e la gioia dell'abitare insieme tra i fratelli, gioia che lo Spirito santo paragona al profumo che emana dalla testa del sommo sacerdote?
(Basilio di Cesarea, Regole diffuse 7,4)


PREGHIERA

Noi ti ringraziamo, Signore Dio,
per il discernimento e l'autorità spirituale
che il tuo servo Basilio ha ricevuto in dono da te
per guidare i suoi fratelli verso la salvezza.
La sua parola e la sua intercessione
ci mantengano sempre fedeli
alle esigenze radicali del vangelo
annunciate da Cristo,
tuo Figlio e nostro Signore.


LETTURE BIBLICHE
Is 56,1-7; 1Gv 3,11-17; Mt 19,10-12


Ioann di Kronstadt (1829-1908)
presbitero

Nel calendario del patriarcato di Mosca si ricorda oggi Ioann di Kronstadt, presbitero tra i più amati nella storia della spiritualità russa.
Rimasto orfano di padre, il giovane Ioann riuscì con grandi sforzi a mantenere la propria famiglia e a pagarsi gli studi necessari per accedere al presbiterato. Malgrado la scarsissima preparazione culturale ricevuta nell'infanzia, fu ordinato prete a 26 anni, dopo essersi sposato con una giovane del suo paese.
Ioann fu un uomo capace di attingere con frutto alla spiritualità tradizionale, fondata sulla preghiera personale e sulla liturgia. Ancor oggi è possibile intuire la sua profonda vita spirituale, alimentata dall'ascolto liturgico della Scrittura e dalla lettura dei padri bizantini, grazie al Diario spirituale di cui egli stesso permise la pubblicazione. Dalle fonti tradizionali della fede Ioann trasse le energie per un instancabile impegno pastorale. Per 53 anni, egli servì in particolare i poveri ed esercitò, a tempo e fuori tempo, il proprio ministero di servo della Parola e della riconciliazione. Ormai conosciuto, amato e cercato da un numero impressionante di fedeli, Ioann morì la mattina del 20 dicembre 1908, nella cattedrale di Kronstadt gremita di fedeli, al termine di una liturgia nella quale aveva pregustato, come in tutta la sua vita, la partecipazione alla comunione dei santi del cielo e della terra.


TRACCE DI LETTURA

Signore, accogli la mia preghiera unita alle lacrime per i miei figli spirituali, per tutti i cristiani che cercano di esserti graditi, e vedi in questa preghiera l'espressione della mia preoccupazione per la loro salvezza, il segno della mia dedizione pastorale.
Fa' che sia per loro la voce che li ridesta dal loro sonno, lo sguardo che scruta il loro cuore, la mano che guida il loro pellegrinaggio verso il Regno, che li rialza dalle cadute nell'incredulità, nella viltà, nello scoraggiamento.
Sii tu stesso, Signore, il pastore e il maestro del gregge che mi hai affidato; conducilo verso pascoli abbondanti.
Sii per loro, al mio posto, luce, occhi, labbra, mani, sapienza.
Ma sii soprattutto l'amore, di cui io, peccatore, sono così povero.
(Ioann di Kronstadt, Diario spirituale)


PREGHIERA

Difensore della fede ortodossa,
intercessore per la terra russa,
esempio di pastore e modello per i fedeli,
predicatore di conversione alla vita in Cristo,
amministratore fedele dei misteri divini,
audace uomo di preghiera per tutti,
santo padre Ioann, gloria della città di Kronstadt
e vanto della nostra chiesa, supplica Dio misericordioso
di donare pace al mondo e salvezza alle nostre anime. 


LETTURE BIBLICHE
Eb 4,14-5,10; Mt 5,14-19


LE CHIESE RICORDANO...

ANGLICANI:
Basilio il Grande (+ ca 379) e Gregorio di Nazianzo (+ ca 390), vescovi, maestri della fede
Serafim (+ 1833), monaco di Sarov, guida spirituale (vedi al 15 gennaio)
Vedanayagam Samuel Azariah (+ 1945), vescovo nell'India del Sud, evangelizzatore

CATTOLICI D'OCCIDENTE:
Basilio il Grande e Gregorio di Nazianzo, vescovi e dottori della chiesa (calendario romano e ambrosiano)
Inizio dell'anno (calendario mozarabico)

COPTI ED ETIOPICI (23 kiyahk/tāḫśāś):
David (XI-X sec. a.C.), profeta (Chiesa copta)

LUTERANI:
Basilio il Grande, vescovo e padre dei monaci in Cappadocia
Wilhelm Löhe (+ 1872), pastore e teologo (promotore di iniziative missionarie e di assistenza sociale) nella chiesa luterana in Baviera

MARONITI:
Silvestro (+ 335), papa

ORTODOSSI E GRECO-CATTOLICI:
Silvestro, papa di Roma
Ioann di Kronstadt, presbitero (Chiesa russa)
Danilo II (XIII-XIV sec.), arcivescovo dei serbi (Chiesa serba)

VETEROCATTOLICI:
Basilio di Cesarea, vescovo e dottore della chiesa

31 gennaio

Marcella (ca 330-411)
monaca

Marcella, nobile donna romana, rimasta vedova a pochi mesi dalle nozze, decise di vivere, in casa propria, quella forma di monachesimo domestico in uso ai suoi tempi. Poi, quando venne a conoscenza del monachesimo egiziano ormai noto a Roma soprattutto grazie alla Vita di Antonio, redatta dal patriarca Atanasio, trasformò il suo palazzo sull’Aventino in una sorta di monastero dove confluirono molte nobili donne romane. Marcella, dopo ripetute insistenze, riuscì a convincere Girolamo a sostenere questo gruppo di donne offrendo la sua competenza biblica e i suoi consigli spirituali. Assai dotata, curiosa, esigente, Marcella non riceveva supinamente gli insegnamenti del suo padre spirituale e maestro, ma formulava obiezioni, sollevava dubbi, lo stimolava a ulteriori ricerche e Girolamo, che la definisce “amantissima della fatica” (Lettera 30,14) oppure “mio datore di lavoro” (Lettera 28,1), nasconde sotto queste parole scherzose la sua altissima stima per questa donna che non si limita a leggere e studiare le Scritture nelle lingue originali, ma le mette in pratica nella sua vita quotidiana.
Alla partenza di Girolamo per la Terrasanta, Marcella, a differenza delle sue compagne, decide di restare a Roma, dove continua la sua vita di studio delle Scritture e interviene, con autorevolezza e competenza, nelle questioni teologiche del tempo.
Muore nel 411, dopo aver sperimentato personalmente la violenza dei goti che avevano invaso Roma. Girolamo ne narra la vita nella Lettera 127, dedicata alla sua fedele discepola Principia.


TRACCE DI LETTURA

Incredibile era il suo zelo per le divine Scritture, cantava incessantemente: “Ho nascosto nel mio cuore le tue parole per non peccare contro di te” (Sal 119,11), e quei versetti sull’uomo perfetto: “E si compiace nella legge del Signore, e nella sua legge medita giorno e notte” (Sal 1,2). Sapeva che la meditazione della legge non consiste nel ripetere quello che sta scritto, come pensano, fra i giudei, i farisei, ma nell’agire secondo quel detto dell’Apostolo: “Sia che mangiate, sia che beviate, qualunque cosa facciate, fate tutto a gloria del Signore” (1Cor 10,31), e secondo le parole del profeta che dice: “Ho capito a partire dai tuoi comandamenti” (Sal 119,104), di modo che, dopo aver adempiuto i comandamenti, sapeva di meritare l’intelligenza delle Scritture.
(Girolamo, Lettera 127,4)


LE CHIESE RICORDANO...

ANGLICANI:
Giovanni Bosco (+ 1881), presbitero, fondatore dei Salesiani

CATTOLICI D'OCCIDENTE:
Giovanni Bosco, presbitero (calendario romano e ambrosiano)

COPTI ED ETIOPICI (22 ṭūbah/ṭerr):
Antonio il Grande (ca 250-355) astro del deserto e padre di tutti i monaci

LUTERANI:
Charles Spurgeon (+ 1892), predicatore del risveglio in Inghilterra

MARONITI:
Trifenia di Cizico (III sec.), martire
Acacio di Tolemaide e compagni (+ 273 ca), martiri

ORTODOSSI E GRECO-CATTOLICI:
Ciro e Giovanni di Alessandria (+ 303 ca), taumaturghi e anargiri
Cirillo e Maria (XIV sec.), genitori di san Sergio, monaci (Chiesa russa)
Massimo (+ 1516), arcivescovo di Valacchia (Chiesa serba)
Efrem Mzire (XI sec.), monaco (Chiesa georgiana)

30 gennaio

Gandhi (1869-1948 )
giusto tra le genti

Nel 1948, mentre si sta recando come ogni giorno alla preghiera della sera, viene ucciso con tre colpi di pistola da un giovane indù Mahatma Gandhi, profeta della non violenza e dell'amore universale.
Mohandas Karamchand Gandhi - questo il nome ricevuto alla nascita - era nato a Porbandar, in India, nel 1869, da una famiglia appartenente a una casta tradizionalmente dedita all'agricoltura e al commercio.
Sposatosi in giovanissima età, com'era costume, egli fu inviato a Londra a studiare diritto. Negli anni londinesi, Mohandas scoprì il cristianesimo e ne trasse l'occasione per approfondire la propria fede indù.
Nel 1893, Gandhi divenne avvocato in Sudafrica, a Durban, e agli studi del vangelo e della Bhagavadgita unì la presa di coscienza delle grandi discriminazioni esistenti fra gli uomini.
Rientrato in India nel 1915, diede inizio al satyagraha, metodo di resistenza pacifica fondato sull'ahimsa, la non violenza che sorge dai cuori che cercano con passione la verità e che sono alimentati dal fuoco dell'amore. Dal 1920, Gandhi guiderà il movimento per l'indipendenza dell'India, cercando l'unità tra indù e sikh, cristiani e musulmani.
Più volte arrestato, osteggiato in modo crescente dai suoi stessi correligionari, Gandhi spese il resto dei suoi giorni a riconciliare la popolazione dell'India, con la sola forza delle sue lunghe marce a piedi nudi, accompagnate da digiuni rituali.
Nel 1947 venne proclamata l'indipendenza dell'India, ma la situazione interna precipitò. Il Mahatma, la «grande anima», come era ormai chiamato Gandhi, venne ucciso perché il suo progetto di amore universale per alcuni non era tollerabile. Prima di cadere dolcemente a terra, ferito a morte, egli pronunciò un'unica parola: «Rama», invocando il nome di Dio, perché perdonasse il suo uccisore.


TRACCE DI LETTURA

La dottrina del satyagraha non è nuova; essa non è che un'estensione della regola della vita domestica alla vita politica. Le dispute e le controversie di famiglia vengono generalmente regolate secondo la legge dell'amore. Il membro cui è stato fatto un torto ha tanta affettuosa attenzione per gli altri membri da sopportare tale torto, senza vendicarsi e irritarsi contro coloro che l'hanno offeso. E poiché reprimere la propria collera e soffrire volontariamente sono sforzi difficili, egli non eleva a dignità di princìpi ciò che reputa bagatelle, ma in tutto quello che non è essenziale è sempre pronto ad accordarsi con il resto della famiglia, e riesce così ad assicurarsi il massimo della pace per se stesso senza turbare quella degli altri. Così, sia che egli resista sia che ceda, la sua azione è sempre calcolata in modo da promuovere la comune felicità della famiglia. È questa legge d'amore che, prima di ogni altra, silenziosamente ma sicuramente, governa la famiglia da un capo all'altro del mondo civile.
Anche le nazioni non possono essere civili se non nella misura in cui obbediscono a tale legge.
Questa legge d'amore altro non è che una legge di verità. Senza verità non c'è amore.
(Gandhi, Relazione del 1919 al Congresso indiano)


PREGHIERA

Guidami tu, luce gentile,
attraverso il buio che mi circonda,
sii tu a condurmi!
La notte è oscura e sono lontano da casa,
sii tu a condurmi!
Sostieni i miei piedi vacillanti:
io non chiedo di vedere ciò che mi attende all'orizzonte,
un passo solo mi sarà sufficiente.
Non sono mai stato in questo stato,
né ho pregato che fossi tu a condurmi.
Amavo scegliere e scrutare il mio cammino;
ma ora sii tu a condurmi!
Amavo il giorno abbagliante e, malgrado la paura,
il mio cuore era schiavo dell'orgoglio:
non ricordare gli anni ormai passati.
Così a lungo la tua forza mi ha benedetto, e certo
mi condurrà ancora,
landa dopo landa, palude dopo palude,
oltre rupi e torrenti, finché la notte scemerà;
e con l'apparire del mattino
rivedrò il sorriso di quei volti angelici
che da tanto tempo amo e per poco avevo perduto.
(J. H. Newman, Guidami tu, luce gentile)


LE CHIESE RICORDANO...

ANGLICANI:
Carlo (+ 649), re d'Inghilterra, Scozia, Irlanda e Francia, martire

COPTI ED ETIOPICI (21 ṭūbah/ṭerr):
Morte/Dormizione della vergine Madre di Dio (Chiesa copto-ortodossa ed etiopica)
Consacrazione della prima chiesa dedicata alla Vergine (Chiesa copto-cattolica)

LUTERANI:
Xaver Marnitz (+ 1919), testimone fino al sangue in Lettonia

ORTODOSSI E GRECO-CATTOLICI:
Ippolito (III secolo), presbitero di Roma, ieromartire
Sinassi dei tre santi Gerarchi (Basilio il Grande, Gregorio il Teologo e Giovanni Crisostomo)

29 gennaio

LE CHIESE RICORDANO...

COPTI ED ETIOPICI (20 ṭūbah/ṭerr):
Procoro (I sec.), uno dei 70 discepoli (Chiesa copta)

LUTERANI:
Theophil Wurm (+ 1953), vescovo nel Württemberg

MARONITI:
Ippolito (III secolo), presbitero e martire
Palladio (IV-V sec.), anacoreta

ORTODOSSI E GRECO-CATTOLICI:
Traslazione delle reliquie di Ignazio il Teoforo (+ 115 ca), ieromartire
Damasceno di Gabrovo (+ 1771), neomartire (Chiesa serba)

SIRO-ORIENTALI:
Francesco di Sales (+ 1622), vescovo (Chiesa malabarese)