6 gennaio

Epifania del Signore

Epifania in greco significa manifestazione. La solennità odierna, chiamata sia in oriente che in occidente con questo nome o con quello molto simile di Teofanie, ha origini probabilmente più antiche di quelle del Natale.

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5 gennaio

Sincletica (IV sec.)
monaca

Nel IV secolo, tra i numerosi cristiani che si spinsero nel deserto egiziano in cerca di una vita radicalmente evangelica, vi furono anche diverse donne. La più celebre di loro è senz'altro Sincletica, di cui ci è giunta una Vita posta sotto il nome di Atanasio.
Nata in una famiglia della nobiltà alessandrina, ma di origine macedone, Sincletica decise alla morte dei suoi genitori di condurre una vita appartata e di preghiera. Si inoltrò quindi nel deserto assieme alla sorella non vedente, per vivere nel nascondimento. La sua fama crebbe tuttavia a tal punto che si radunarono attorno a lei molte giovani desiderose di essere guidate nella lotta spirituale e nell'ascesi monastica. Sincletica, dopo un'iniziale contrarietà, diede vita assieme a loro a una forma di vita quasi cenobitica, nella quale il riferimento centrale era l'obbedienza, che essa riteneva via più sicura per acquisire la povertà del cuore rispetto alla purificazione consentita dalla mera ascesi anacoretica.
Sulle tracce di Gesù, mite e umile di cuore, Sincletica visse e condusse molte discepole alla gioia profonda che è accessibile nella vita cristiana a chi accetta di vivere un cammino di abbassamento per amore. Sincletica morì dopo una lunga e tragica malattia, che ne sfigurò il viso e che la rese muta e cieca, senza peraltro impedirle di rimanere con la propria vita, sino alla fine dei suoi giorni, testimone eloquente della buona notizia dell'Evangelo.


TRACCE DI LETTURA

Come è impossibile costruire una nave senza chiodi, così è impossibile raggiungere la salvezza senza l'umiltà. Poiché è per natura buona e portatrice di salvezza, il Signore se ne è rivestito quando ha compiuto l'economia verso gli uomini. Principio e fine delle virtù è che tu sia povero. Dice infatti il Signore: «Imparate da me che sono mite e umile di cuore». Presta attenzione a chi parla così, diventa suo perfetto discepolo. Dice povero il modo di pensare, non solo l'apparenza, accenna velatamente all'intimo dell'uomo: infatti, anche l'esterno si conforma ad esso. L'umiltà viene esercitata in mezzo alle violenze, tra le piaghe; affinché ascoltino lo stolto e l'insipiente, il povero e il misero, il malato e l'invalido, lo sbadato nell'agire, chi fa proposte irragionevoli, chi ha un aspetto disprezzabile, il debole di forza. Questi sono i nervi dell'umiltà. Di queste cose è stato accusato e ha sofferto il nostro Signore: dobbiamo perciò imitare la sua efficace umiltà.
(Vita di Sincletica 56-59)


PREGHIERA

Saggiamente hai guidato la vita comune
consigliando alle tue compagne
di dimorare stabilmente in un luogo.
Con le tue parole e il tuo esempio,
non hai temuto di rendere alle monache
questo servizio nella verità.
Per la sua preghiera, Dio nostro,
abbi pietà di noi e salvaci.


LE CHIESE RICORDANO...

ARMENI:
Vigilia delle Teofanie

COPTI ED ETIOPICI (26 kiyahk/tāḫśāś):
Anastasia la Farmacolitria ("Colei che porta medicine ai cristiani in catene") (III-IV sec.), martire (Chiesa copta)

LUTERANI:
Teofane (+ 1894), monaco e padre spirituale in Russia

MARONITI:
Paolo di Tebe (+ ca 341), primo eremita

ORTODOSSI E GRECO-CATTOLICI:
Vigilia delle Teofanie
Teopempto e Teonas di Nicomedia (III sec.), martiri
Sincletica, monaca
Nahum di Ocrida (IX sec.), monaco (Chiesa serba)

4 gennaio

Angela da Foligno (ca 1248-1309)
testimone

Il 4 gennaio del 1309, attorniata dai propri discepoli, muore Angela da Foligno, terziaria francescana.
Angela era nata a Foligno nel 1248, in un periodo di ricchissimi fermenti spirituali, ben espressi dalla compresenza nella cittadina umbra di case religiose appartenenti a tutti gli ordini mendicanti che da poco erano sorti nel sud dell'Europa: francescani, domenicani, agostiniani e servi di Maria.
Sposa e madre di famiglia, Angela viveva una vita lontana dal ricordo di Dio. Poi, toccata misteriosamente nel profondo dal clima penitenziale dell'epoca, scivolò lentamente nella disperazione di fronte alla scoperta dei propri peccati e si consacrò a una vita di penitenza.
In questo suo tormentato cammino, Angela fu inoltre provata nell'arco di pochi mesi dalla perdita del marito, della madre e dei figli.
Di fronte alla tragedia, dopo un ulteriore incremento delle proprie penitenze, essa ritrovò la vera pace scoprendo la presenza del Signore mite e misericordioso in mezzo ai lebbrosi di Foligno.
Fu così che Angela vendette tutti i suoi beni, convinta che solo l'estrema povertà avrebbe potuto identificarla con il Dio povero rivelatosi in Cristo, il «Dio-uomo passionato», come lo chiama nel suo Libro dell'esperienza, capolavoro letterario della mistica medievale; è la passione di Cristo, per Angela, l'unica via di senso di fronte al male presente tra gli uomini.
Emessi i voti da terziaria francescana, Angela visse a Foligno, quasi da reclusa, il resto della sua vita, insieme a una compagna di cui si conosce solo il nome: Masazuola. Alla sua morte, si era ormai formato attorno a lei un piccolo cenacolo, comprendente le più grandi figure di spirituali francescani del tempo.


TRACCE DI LETTURA

Il giovedì santo dissi alla mia compagna di mettersi alla ricerca di Cristo. E dissi: «Andiamo all'ospedale e forse troveremo Cristo tra quei poveri, addolorati e afflitti». Prendemmo con noi i copricapi che potemmo trovare in casa; non avevamo null'altro da vendere. Dicemmo a Gigliola, serva dell'ospedale, di venderli per comprare qualche cibo per quelli dell'ospedale. Lei, benché molto resistesse dicendo che ci burlavamo di lei, tuttavia alla fine, dietro le nostre insistenze, accettò e vendette quei copricapo e comprò dei pesci. Noi aggiungemmo tutto il pane che ci era stato dato per nostro vitto. Dopo aver distribuito queste cose, lavammo i piedi alle donne e le mani agli uomini. In particolare quelle di un lebbroso che aveva le mani putrefatte, marce e quasi monche; e bevemmo di quella lavatura. Sentimmo tanta dolcezza che percorremmo la strada del ritorno immerse in una grande soavità, come se ci fossimo comunicate. E mi sembrava proprio di essermi comunicata, perché sentivo una gioia suprema, come quando mi comunico.
(Angela da Foligno, Libro dell'esperienza 1,7)


PREGHIERA

O Dio, che hai dato alla beata Angela
una profonda conoscenza dei misteri di tuo Figlio,
per il suo esempio e la sua intercessione
donaci di vivere in questo mondo nella verità del Cristo,
per giungere alla gioia della tua manifestazione nella gloria.
Per il nostro Signore Gesù Cristo,
tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te,
nell'unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.


LETTURE BIBLICHE
Fili 3,8-14; Mt 11,25-30


LE CHIESE RICORDANO...

COPTI ED ETIOPICI (25 kiyahk/tāḫśāś):
Giovanni Kama (+ 858), monaco (Chiesa copto-ortodossa)
Cheremone, vescovo di Nilopoli, martire (+ 250) (Chiesa copto-cattolica)

LUTERANI:
Fritz von Bodelschwingh (+ 1946), testimone della fede in Westfalia

ORTODOSSI E GRECO-CATTOLICI:
Sinassi dei 72 santi e gloriosi apostoli
Teoctisto di Cucumio (VIII-IX sec.), igumeno

3 gennaio

LE CHIESE RICORDANO...

CATTOLICI D'OCCIDENTE:
Giuseppe, sposo della vergine Maria (calendario mozarabico)

COPTI ED ETIOPICI (24 kiyahk/tāḫśāś)
Ignazio (+ ca 110), patriarca di Antiochia, martire (Chiesa copta)
Natività di Takla Haymanot (+ 1313), monaco (Chiesa etiopica)

LUTERANI:
Gordio di Cesarea (III sec.), martire in Cappadocia

MARONITI:
Malachia (V sec. a.C.), profeta
Gordio di Cesarea, martire

ORTODOSSI E GRECO-CATTOLICI:
Malachia, profeta
Gordio di Cesarea, martire
Pietro (+ 1326), metropolita di Russia (Chiesa russa)
Macario Chachuleli (XI sec.), monaco (Chiesa georgiana)

SIRO-ORIENTALI:
Simeone di Harran (+ 734), vescovo (Chiesa assira)
Kuriakose Elias Chavara (+ 1871), religioso (Chiesa malabarese)

1 gennaio

Circoncisione, Santo Nome di Gesù,
Divina maternità di Maria

Nella primitiva liturgia romana in questo giorno veniva celebrata la memoria della nascita e della maternità divina di Maria, come testimonia la statio solenne di «Santa Maria ad martyres» del 1° gennaio.
Nell'oriente bizantino, invece, la Sinassi della santissima Madre di Dio viene celebrata all'indomani della solennità del Natale, il 26 dicembre.
Su influsso gallicano, e a seguito dell'introduzione da parte di papa Sergio nel corso del VII secolo di diverse festività mariane provenienti dall'oriente, alla memoria di Maria subentrò la festa della Circoncisione del Signore, volta a storicizzare la celebrazione del mistero dell'incarnazione attraverso la separazione simbolica dei momenti cruciali dell'economia salvifica del Verbo.
In epoca medievale, infine, per influsso di Beda il Venerabile, di Bernardo di Clairvaux e di Francesco di Assisi, si diffuse in occidente la devozione per il Nome di Gesù, che fu prescritta nel 1721 come festa obbligatoria per tutta la chiesa da celebrarsi la domenica tra il 1° gennaio e l'Epifania.
La compresenza di diversi influssi accolti e ordinati in un'unica solennità consente oggi alla chiesa d'occidente di sintetizzare nell'Ottava del Natale il significato fondamentale dell'incarnazione, che è la condiscendenza del Verbo, il quale volle assumere pienamente la nostra natura umana nascendo nella carne dalla vergine Maria e sottomettendosi alla Legge attraverso la circoncisione.
E mentre contempla l'abbassamento del Figlio, la chiesa glorifica il Nome di Gesù, che significa «il Signore salva», impostogli nel giorno della sua circoncisione, cogliendo così in pienezza il senso dell'incarnazione e volgendosi alla celebrazione dell'Epifania del Signore al popolo di Israele, alla chiesa e al mondo intero.


TRACCE DI LETTURA

Tu solo sei veramente il Signore.
Per te dominare su di noi equivale a salvarci; per noi invece servire te non è altro che lasciarci salvare da te.
Proprio così: perché in che cosa consiste la salvezza che viene da te, Signore da cui discende la salvezza e sul cui popolo è la tua benedizione, se non nel fatto che riceviamo da te il dono di amarti, o piuttosto di essere amati da te?
Per questo, Signore, tu hai voluto che il figlio della tua destra, l'uomo che per te hai reso forte, fosse chiamato Gesù, cioè "salvatore": egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati. Non c'è altro nessun altro in cui vi sia salvezza. Egli ci ha insegnato ad amarlo quando ci ha amato per primo fino alla morte di croce; e con il suo amore e la sua dilezione ci ha risvegliato all'amore di lui, che per primo ci ha amati fino alla fine.
(Guglielmo di Saint-Thierry, Sulla contemplazione di Dio 10,1)


PREGHIERA

Padre della luce,
tuo Figlio ha abitato in mezzo a noi
nascendo dalla vergine Maria,
sottomettendosi alla tua Legge
e ricevendo da te il santo Nome di Gesù;
concedici di trovare in lui la nostra pace
e di confessarlo quale tua benedizione per tutta l'umanità.


LETTURE BIBLICHE
Nm 6,22-27; Gal 4,4-7; Lc 2,16-21


LE CHIESE RICORDANO...

ANGLICANI:
Nome e Circoncisione di Gesù

CATTOLICI D'OCCIDENTE:
Ottava di Natale
Maria Madre di Dio (calendario romano)
Circoncisione di Gesù (calendario mozarabico)

COPTI ED ETIOPICI (22 kiyahk/tāḫśāś):
Gabriele, arcangelo
Bacala Daqsyos (Apparizione della Vergine a Ildefonso di Toledo) (Chiesa etiopica)

LUTERANI:
Nome e Circoncisione di Gesù
Capodanno

MARONITI:
Circoncisione di Gesù
Basilio e Gregorio di Nazianzo

ORTODOSSI E GRECO-CATTOLICI:
Circoncisione di nostro Signore, Dio e Salvatore Gesù Cristo
Basilio il Grande, arcivescovo di Cesarea
Giorgio lo Scrittore e Saba di Chachuli (X-XI sec.), monaci (Chiesa georgiana)

SIRO-OCCIDENTALI:
Circoncisione di Gesù
Basilio il Grande e Gregorio di Nissa, padri della chiesa

SIRO-ORIENTALI:
Circoncisione di Gesù

VETEROCATTOLICI:
Nome di Gesù (Ottava di Natale)
Capodanno

29 febbraio

Giovanni Cassiano (ca 360-435)
monaco

Le chiese ortodosse ricordano oggi Giovanni Cassiano, monaco e trasmettitore della vita monastica dal deserto egiziano all'occidente cristiano.
Nato intorno al 360, probabilmente alla foce del Danubio, dopo aver ricevuto un'educazione classica Giovanni intraprese un viaggio in oriente, assieme all'amico Germano, per conoscere la vita dei monaci in quelle terre. Egli soggiornò a Betlemme e per due volte percorse i deserti egiziani della Tebaide, dove dimorò per diversi anni. I suoi ricordi e le conversazioni sulla vita monastica avute con i padri del deserto daranno più tardi origine ai libri delle Conferenze spirituali e delle Istituzioni cenobitiche nei quali cercò di riproporre la spiritualità del monachesimo egiziano, riformandola in modalità comprensibili per l'Occidente cristiano. Benedetto nella sua regola rimanda a queste opere chi desidera progredire nel cammino monastico.
Verso il 399, Cassiano si recò a Costantinopoli presso Giovanni Crisostomo e, nel 404, dopo che quest'ultimo fu condannato all'esilio, visse dapprima a Roma e poi in Gallia. Fondato a Marsiglia nel 415 il monastero di San Vittore, egli vi rimase fino alla morte, avvenuta verso il 435, guidando i suoi monaci e componendo le sue opere di spiritualità monastica.


TRACCE DI LETTURA

La Scrittura chiama la nostra libertà a diversi gradi di maturità nella fede.
E' vero, essa loda coloro che temono Dio, e promette loro di poter giungere per mezzo del timore a una beatitudine perfetta. Tuttavia, essa dice anche: «Nell'amore non c'è timore, al contrario l'amore perfetto scaccia il timore; perché il timore suppone un castigo e chi teme non è perfetto nell'amore».
Chi avrà posto le proprie fondamenta sulla perfezione di una tale carità, potrà elevarsi a un grado ancor più eccellente e più sublime: il timore dell'amore. Esso non nasce dalla paura del castigo, né dal desiderio della ricompensa, ma dalla grandezza stessa dell'amore. E' un misto di rispetto e di attenzione affettuosa, come quella che un figlio ha per un padre pieno di misericordia, un fratello per il fratello, un amico per l'amico, la sposa per lo sposo. Un tale timore non sta in apprensione né per i colpi né per i rimproveri che può ricevere. Ciò che esso teme, è soltanto di ferire l'amore anche con la più piccola ferita.
(Giovanni Cassiano, Conferenze spirituali 11,12-13)


PREGHIERA

Aderendo instancabilmente a Dio
con digiuni e veglie,
ti sei messo al di sopra
di ogni concupiscenza, o beato.
Incessantemente illuminato
da ascensioni di bellezza,
hai fatto scaturire rivi di dottrina
che irrigano i cuori dei credenti
ed espongono una scienza di salvezza,
o Cassiano dalla mente divina.
Noi dunque a te gridiamo:
eleva suppliche per tutti coloro che ti acclamano.


LE CHIESE RICORDANO...

COPTI ED ETIOPICI (21 amšīr/yakkātit):
Onesimo, discepolo dell'apostolo Paolo (Chiesa copta)

LUTERANI:
Suitberto (+ 713), evangelizzatore in Bassa Renania

MARONITI:
Cassiano, monaco

ORTODOSSI E GRECO-CATTOLICI:
Cassiano il Confessore, monaco
Germano di Dobrugia (+ 405 ca), monaco (Chiesa romena)

28 febbraio

Martin Bucero (1491-1551)
testimone

Il 28 febbraio 1551 muore esule a Cambridge Martin Bucero, riformatore della chiesa di Strasburgo.
Era nato a Sélestat, in Alsazia, da una famiglia umile. Essendo un giovane con spiccate qualità intellettuali, l'unica via possibile nella sua povertà per poter studiare era entrare in convento, e così avvenne nel 1506, quando Martin fu accolto dai domenicani della sua città natale.
I suoi superiori lo mandarono dieci anni dopo ad affinare la sua conoscenza teologica presso i domenicani di Heidelberg; fu nell'università di quella città che Bucero conobbe Martin Lutero e fu conquistato alla causa riformatrice. Uscito dapprima dall'Ordine, ma rimasto prete secolare, Bucero fu tuttavia scomunicato quando si sposò con Elisabeth Silbereisen. Perseguitato per le sue idee luterane, egli si rifugiò nel 1523 a Strasburgo, dove divenne il principale protagonista della riforma nel capoluogo alsaziano. Nei venticinque anni dedicati alla riforma, Bucero fu un predicatore convinto del ritorno al vangelo in tutti gli aspetti della vita ecclesiale. Egli organizzò il sinodo locale, grazie al quale tentò poi di creare una rete di piccole «comunità cristiane» confessanti, che dovevano costituire nei suoi intenti le unità evangeliche di base della chiesa, secondo il modello degli Atti degli Apostoli.
Ma Bucero fu anche un sincero uomo di pace. Egli si adoperò in tutti i modi per tenere unite le varie anime della Riforma, per reintegrare gli anabattisti e per giungere a un'intesa con i teologi romani. Esiliato nel 1549 su ordine di Carlo V, Bucero terminò la sua vita a Cambridge, dove diede il proprio contributo alla revisione del Prayer Book anglicano. Alla sua morte, la chiesa di Strasburgo non seguì le sue idee, ma aderì all'ortodossia luterana.


TRACCE DI LETTURA

Fratelli, per quanto riguarda il primo punto della nostra riforma, cioè la predicazione della parola di Dio, dobbiamo ringraziare incessantemente l'onnipotente ed eterno Dio per la sua immensa grazia e misericordia, perché in questi ultimi tempi egli ha mediante la sua sovrabbondante grazia riacceso in noi a tal punto la luce del suo santo vangelo e ci ha salvati e liberati da errori e idolatrie orrendi e perniciosi. E così anche l'insegnamento è talmente radicato nella parola di Dio che non abbiamo coscienza di alcun errore in nessun articolo di fede, ma abbiamo predicato, sul fondamento della santa Scrittura, secondo le nostre capacità, in modo limpido e chiaro, il puro vangelo, dal momento in cui Dio ci ha portati a questa vera conoscenza.
La questione, tuttavia, non è solo che la parola sia predicata fedelmente, ma soprattutto che la gente orienti la propria vita conformemente ad essa, perché non sono gli uditori della parola, ma i facitori di essa che saranno beati. Cristo stesso dice per questo: «Insegnate loro a osservare tutte le cose che vi ho comandate»; in altre parole la gente, attraverso una tale predicazione, sia indotta a cambiare vita, a convertirsi a Dio col cuore.
(Martin Bucero, Le carenze e i difetti delle chiese 2,1)


LE CHIESE RICORDANO...

COPTI ED ETIOPICI (20 amšīr/yakkātit):
Pietro II (+ 380), 21° patriarca di Alessandria (Chiesa copto-ortodossa)
Gabra Marcāwi e Kefla Māryām (XIV-XV sec.), monaci (Chiesa etiopica)

LUTERANI:
Martin Bucero, riformatore a Strasburgo e in Inghilterra

MARONITI:
Cira e Marana di Siria (+ 450 ca), vergini

ORTODOSSI E GRECO-CATTOLICI:
Basilio il Confessore (+ 750 ca), compagno di Procopio il Decapolita

VETEROCATTOLICI:
Romano e Lupicino (V sec.), abati