Sedere, calcolare, esaminare
29 maggio 2026
Dal Vangelo secondo Luca - Lc 14,28-33 (Lezionario di Bose)
In quel tempo, Gesù disse alla folla: 28«Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? 29Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, 30dicendo: «Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro». 31Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? 32Se no, mentre l'altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace. 33Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo».
“Una folla numerosa andava con lui” (Lc 14,25): dopo essere stato in una casa, a un banchetto da uno dei capi dei farisei (cf. Lc 14,1), ora Gesù è tornato sulla strada (cf. Lc 14,25), dove è circondato dalla folla. E non una strada qualsiasi, Gesù si sta dirigendo verso Gerusalemme, verso la croce. Ma quanti di quella folla arriveranno con lui alla meta? Fino a dove lo seguiremo noi, sulla strada?
Gesù oggi ci chiede: “Chi di voi…?” (v. 28), ci chiama in causa, personalmente. Elenca le condizioni che esprimono la radicalità, la serietà della sequela dietro a lui. A Gesù non interessa la quantità, sembra voler spegnere l’entusiasmo momentaneo, il suo insegnamento è invece in vista di una perseveranza, della continuità della scelta. Le sue parole così esplicite, chiare, trasparenti svelano la realtà di uomo libero che è Gesù, che non ha la finalità di sedurre e di attirare a sé a ogni costo.
Non come i seduttori di oggi che conteggiano like e cuoricini, con l’unica finalità di aumentare followers e seguaci. Quale grande monito per tutti noi che creiamo separazioni ed emettiamo giudizi in base al conteggio di una maggiore o minore sensibilità religiosa o devozione. No, a Gesù tutto questo non interessa, non cerca ferventi seguaci. Gesù, nel suo linguaggio che raggiunge tutti, quello delle parabole, della concretezza della vita, con chiarezza ci dice che non è questione di “seguire” ma di “sedersi” (cf. vv. 28.31), di fermarsi, di pensare, riflettere, valutare.
A Gesù non interessa “il discepolo, la discepola”, lui ha lo sguardo rivolto al singolo, con un nome, un volto, un’umanità. La chiamata alla sequela, per ciascuno, è totalizzante: amare, odiare, portare la croce, è richiesta per la vita, della vita (cf. Lc 14,25-27). Non è un atto fatto una volta per sempre che ci assicura dalle deviazioni e dalle cadute ma è direzione che va continuamente ripresa, per questo Gesù oggi ci offre un insegnamento sapiente − “sederci, calcolare, esaminare” (vv. 28.31) −, per non rischiare di abbandonare la strada, di perdere senso e direzione e lasciare il progetto a metà, per evitare che “gettate le fondamenta non siamo in grado di finire il lavoro e che tutti coloro che vedono comincino a deriderci” (v. 29).
Ci può stupire che Gesù usi l’argomento della derisione. Ma Gesù ci conosce, egli è “colui che scruta il profondo e il cuore degli uomini (cf. Ap 2,23), e sa che lasciare le cose a metà è un problema profondamente umano: non portare a termine il progetto, fallire agli occhi nostri e degli altri ci rende tristi, toglie energia e gusto alla nostra vita. Lasciare le cose a metà significa rimanere a metà, rimanere lacerati in noi, in balia di diversi padroni, i beni, il ruolo, la posizione sociale e religiosa, che hanno un potere enorme, e ci impediscono quella scelta radicale di appartenere, con un cuore unificato, solo al Signore, che ci privano della gioia di essere “suoi discepoli” (cf. v. 33). “Chi di voi? … Sedete, calcolate la spesa …” (cf. vv. 28.29): Gesù ci chiede oggi di “fare i conti” con lui, di impegnarci nella relazione con lui, mai fissata per sempre ma in un continuo divenire che si plasma proprio grazie al rimanere, al continuo “sedersi e ricalcolare” la pienezza di vita che abbiamo in e con Gesù.
sorella Elisa
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