Chi disturba chi
22 agosto 2026
Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 19,13-15 (Lezionario di Bose)
In quel tempo, 13furono portati a Gesù dei bambini perché imponesse loro le mani e pregasse; ma i discepoli li rimproverarono. 14Gesù però disse: «Lasciateli, non impedite che i bambini vengano a me; a chi è come loro, infatti, appartiene il regno dei cieli». 15E, dopo avere imposto loro le mani, andò via di là.
I bambini vengono portati da Gesù, dall’uomo di Dio, dal santo, forse per essere fatti partecipi, in qualche modo, della sua relazione con Dio, forse solo per un contatto scaramantico e di buona fortuna! C’è subito un contrasto tra il modo di sentire dei discepoli e quello di Gesù: il Signore non si sente mai disturbato quando si va a lui!
Arriveremo mai a capire, come singoli e come Chiesa, di quanto possiamo essere di ostacolo a chi tenta in qualche modo l’incontro col Signore? Spesso poi, il rispetto del Signore è solo una scusa: siamo noi che non vogliamo essere disturbati, non vogliamo che le nostre convinzioni vengano messe esistenzialmente in discussione! Penso a quante volte sono rimasto perplesso e contrariato da atteggiamenti di ricerca di protezione che mi sono sembrati cadere nella superstizione ma che, forse, avevano solo l’immediatezza di una fiducia semplice.
Di fatto, all’epoca di Gesù e non solo, i bambini sono spesso considerati tempo perso. Secondo molti rabbini ci si occupa solo della loro educazione: non ancora capaci di accogliere l’insegnamento e di metterlo in pratica, sono irresponsabili e dei loro peccati risponde il padre; tanto vale allora occuparsi solo dei grandi, di chi è responsabile e all’altezza…e non disturba!
Il bambino è l’essere umano meno “formato”, lontano dall’ideale, sia quello greco: non segue la ragione; sia quello ebraico: non è in grado di accogliere la Legge.
Forse sta qui il senso della preghiera/memoria “Shemà Israel” insegnata e fatta recitare al mattino e alla sera fin da piccolissimi: “Tu amerai!”. Compimento di tutta la Legge e i Profeti. Il bambino è perfettamente in grado di farlo, vive di amore ricevuto e dato!
I vangeli non mettono in bocca a Gesù grandi spiegazioni del perché; insistono semplicemente sul fatto che la situazione dei bambini, che per certi aspetti li assimila a tutti gli scartati di ogni tempo e luogo, è la via privilegiata dell’accesso al Regno: i piccoli passano per la cruna dell’ago!
Qui i bambini sono “condotti”, ma poi restano soli con Gesù e diventano insegnamento per tutti: Gesù e il Regno appartengono a “quelli simili a loro”, che semplicemente vanno - meglio sono condotti (non scelgono, niente esercizio di libero arbitrio, ma in qualche modo ci stanno!) - da chi impone loro le mani e prega per e con loro.
Sono solo piccoli (il vocabolo usato indica quelli dai sette anni in giù) che si accostano per entrare in contatto, vivono di contatti col più grande e si lasciano condurre! Sono nel bisogno e tali si riconoscono, nella loro dipendenza trovano la loro stessa gioia; non per quello che sono, ma per il loro accogliere ed essere accolti, senza grandi consapevolezze, da colui che, accogliendoli, si identifica con loro.
Accogliere come un bambino (cfr. Mc 10,14-16), così si entra! È un altro approccio a Dio e al suo Regno, insegnamento per noi tutti: lasciarsi condurre e toccare, farsi accogliere è il modo di accogliere. Con piccolezza e fiducia: ci si lascia accogliere per riuscire ad accogliere, nell’inadeguatezza del vivere concreto, per imparare la gratuità. Sentirsi toccare e benedire da Gesù che poi continua la sua via, per avvicinarsi a tutti senza volersi impadronire di nessuno.
fratel Daniele