Gesù, buona notizia ai poveri

Foto di Chen Heng su Unsplash
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31 agosto 2026

Dal Vangelo secondo Luca - Lc 4,16-30 (Lezionario di Bose)

In quel tempo, Gesù 16venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. 17Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:

18Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l'unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi,
19a proclamare l'anno di grazia del Signore.

20Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all'inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. 21Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».

22Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». 23Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: «Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!»». 24Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. 25Anzi, in verità io vi dico: c'erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; 26ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova a Sarepta di Sidone. 27C'erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».
28All'udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. 29Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. 30Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.


Luca legge Gesù come Messia nato da Spirito (Lc 1,35), Spirito disceso su di lui al tempo del battesimo (Lc 3,22), Spirito che lo conduce nel deserto e lo accompagna nelle prove (Lc 4,1), Spirito che lo fa ritornare in Galilea (Lc 4,14) ove “la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode” (Lc 4,14-15). Gesù è il Figlio-Messia pieno di Spirito, orientato dal Soffio santo in ogni suo movimento, in ogni suo dire e fare, e così il discepolo come avranno modo di sottolineare puntualmente gli Atti degli Apostoli. 

Un orientamento, ritornando a Gesù, palese nel brano evangelico odierno. Siamo a Nazaret, “dove era cresciuto”, durante il culto sinagogale del sabato, Gesù è il lettore-commentatore del brano biblico proposto, tratto dal profeta Isaia: “Lo Spirito del Signore è sopra di me, per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio…a promulgare l’anno di grazia del Signore” (Is 61,1-2), “Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato”, adempiuta nei vostri orecchi. Siamo al cospetto di una interpretazione sorprendente del testo isaiano che diventa un messaggio provocante per i nazaretani presenti al culto, e in loro leggi Israele, l’umanità, noi. Gesù applica a se stesso quanto ha letto, si identifica con lo sta scritto, è quella Scrittura; è l’avvolto dallo Spirito che lo consacra, il rimando è all’unzione di re, sacerdoti e profeti in Israele, profeta messo a parte per una puntuale missione: essere ai poveri lieta notizia, ai prigionieri liberazione, ai ciechi vista, agli oppressi liberazione (cf. Lc 7,18-24). 

Un programma che inaugura il tempo della grazia, un anno giubilare mai concluso, in cui Dio in Gesù Figlio-profeta si manifesta in maniera compiuta e definitiva lieto annuncio   (cf. Lc 4,18), dolce musica (cf. Lc 7,32), peso leggero (cf. Mt 11,30) all’uomo. Non servono commenti e esortazioni, siamo chiamati dallo Spirito a cogliere in Gesù il profeta di una immagine alta e pura di Dio, il totalmente con l’uomo, per l’uomo, in particolare l’uomo ferito in molti modi. 

Siamo chiamati a scegliere, e di scelta parla il Vangelo, un sommario delle reazioni globalmente avute in Israele nei confronti di Gesù. Una reazione di  attenzione e di interesse: “Gli occhi di tutti erano fissi su di lui”; una reazione testimone di lui, affascinati: “dalle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca”, la bocca di uno di loro: “è il figlio di Giuseppe”; una reazione di rifiuto riassunta in due Proverbi: “Medico, cura te stesso” e “Nessun profeta è bene accetto nella sua patria”. 

Un rifiuto fino alla decisione di ucciderlo. Gesù reagisce sottolineando che il no degli uni non equivale al no di tutti, la sua persona e il suo messaggio sono donati al mondo intero e loro patria è ogni cuore che li accoglie. Gesù il Messia profeta e il suo vangelo sono un universale non confinabile e cita, ad esempio, i casi di Elia e di Eliseo inviati a una vedova di Sarepta e a Naaman il Siro, buona notizia di Dio oltre i confini consueti. Un Gesù che ‘oggi’ nello Spirito viene a quanti questa Scrittura è giunta ai loro orecchi, come già è venuto ai pastori: “Ecco, vi annuncio una grande gioia…oggi è nato per voi un Salvatore” (Lc 2,10-11); a Zaccheo: “Oggi per questa casa è venuta la salvezza” (Lc 19,9); al ladrone: “Oggi sarai come nel paradiso” (Lc 23,43). Viene come fonte di gioia dicendo ai ‘piccoli’ (Lc 10,21-22), ai poveri, ai falliti, agli irrisolti, oggi si fa vicino a voi il vostro riscatto. Che fare: “Vieni” (Ap 22,17), e diverremo il luogo attraverso cui tu continui a venire come “alzati e cammina” a chi non ne può più.

fratel Giancarlo