“Giuseppe, non temere!”
18 dicembre 2025
Nei giorni delle Ferie Maggiori del tempo di Avvento, iniziate ieri, le letture che ascoltiamo ci preparano all’evento dell’incarnazione. Oggi come ieri il vangelo è tratto dall’inizio del racconto di Matteo. L’evangelista desidera chiarire l’origine di Gesù, la sua “genesi”e presenta la concatenazione di eventi che l’hanno resa possibile, attraverso la lista dei “padri” che hanno preceduto “Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale fu generato Gesù chiamato Cristo” (v.16) e poi, nel testo odierno, vuole spiegare come “fu generato” Gesù Cristo (v.17).
L’autorità di “nutrire” gli altri
16 dicembre 2025
“La parabola del servo che può vivere la fedeltà ma anche l’infedeltà”: questo il titolo della pericope odierna. Infatti è la stessa persona, lo stesso servo (“questo servo”: v. 48) che sa vivere la fedeltà ma anche l’infedeltà, che sa essere misurato e umano, ma può anche divenire arrogante, prepotente e violento. Non siamo di fronte alla personificazione di fedeltà e infedeltà in due personaggi differenti, ma alla possibilità di bene e di male da parte della stessa persona. A rivelare quella duplicità che è potenzialità di ciascuno di noi.
Il Signore verrà e farà nuove tutte le cose
13 dicembre 2025
In questi giorni siamo immersi nella lettura-ascolto del discorso escatologico secondo la versione di Matteo, nei capitoli 24-25 del suo vangelo e i versetti di oggi ci mettono in guardia dai “falsi profeti” che sorgono sempre, in ogni epoca della storia, i quali presumono di sapere e di conseguenza pretendono di stabilire il quando della venuta del Figlio dell’uomo attraverso l’identificazione del dove: “Ecco è nel deserto… ecco è in casa”.
Il volto di chi persevera
11 dicembre 2025
Gesù esce, se ne va dal tempio dopo un’intensa disputa con le autorità, e si siede sul Monte degli Ulivi. È qui che inizia il cosiddetto “discorso escatologico”, il discorso sulla fine. Spesso infatti è necessario uscire, prendere le distanze da una realtà per poterla vedere sul serio, per non lasciarsi assorbire e stordire, ma esaminarla con lucidità.
La “catena delle generazioni” del Messia
17 dicembre 2025
All’inizio delle cossidette Ferie maggiori di Avvento, la genealogia che apre il Vangelo secondo Matteo può aiutarci ad abbracciare in un unico sguardo l’intera storia d’Israele, come storia di profezia e di attesa, che nella “catena delle generazioni” e nella trasmissione delle promesse, arriva a “generare” il Messia-Gesù. Tutte le Scritture e la storia d’Israele in questa nascita trovano un compimento.
Vivere il quotidiano “altrimenti”
15 dicembre 2025
“Quando vedrete tutte queste cose, sappiate che egli è vicino alle porte” (v. 32). Quel “tutte queste cose” si riferisce alla distruzione del tempio, agli sconvolgimenti della terra intera di cui Gesù ha parlato subito prima. Distruzioni e sconvolgimenti del creato li abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni.
La grande tribolazione
12 dicembre 2025
“Seduto sul monte degli ulivi” (cf. Mt 24,3) Gesù annuncia ai discepoli: “Vi sarà allora una tribolazione grande…” (v. 21).
“Sull’ala del tempio porrà l’abominio devastante” (cf. v. 15; Dn 9,27), Gesù aveva ascoltato e ora “ri-legge” e invita a “comprendere” nel rotolo di Daniele il segno dell’arrivo di questa tribolazione: un idolo (Antioco Epifane) al posto di Dio.
Le vipere e la gallina
10 dicembre 2025
“Le vipere e la gallina”: potrebbe essere il titolo di una favola di Esopo o di Jean de La Fontaine. In realtà si tratta degli animali protagonisti della pericope evangelica odierna. Scribi e farisei sono infatti definiti “serpenti, razza di vipere”. Gesù, poi, parla di sé paragonandosi a una chioccia che desidera radunare attorno a sé i propri pulcini.